Al Centro Fotografico Cagliari il diario mistico di Nishant Shukla

Da sardiniapost.it: Il nostro viaggio inizia nel momento in cui nasciamo e da allora non smettiamo di camminare su strade a volte comode, altre volte difficili.

Percorrere quelle conosciute o prenderne di nuove sarà il nostro esercizio quotidiano. Viaggiamo per necessità, per piacere per ritrovare noi stessi o per trovare gli altri. Viaggiamo perché i piedi ci bruciano dentro le scarpe, per vedere la terra che si fa orizzonte ed arrivare dove l’orizzonte si fa terra. I fotografi poi sono viaggiatori speciali: anche quando viaggiano per sé stessi, non smettono di raccontare il mondo agli altri. Esercitati alla visione più ampia sono padroni di codici visuali che riescono a trasmettere suggestioni e visioni capaci di trasformare un diario personale in un racconto profondo e coinvolgente .

Il viaggio del fotografo indiano Nishant Shukla inaugura quello del  CFC – Centro Fotografico Cagliari. Il cammino del suo ideatore, Cristian Castelnuovo, inizia con un incontro con la donna, che è ora sua moglie, che ha cambiato gli orizzonti di un fotografo professionista dal curriculum ricchissimo. Ha deciso di fermarsi in Sardegna per aprire questo nuovo centro a Cagliari, in Via Eleonora D’Arborea 51, dove coniugare uno spazio espositivo dedicato all’arte, allo studio e alla pratica della fotografia con l’attività di formazione professionale.

Il viaggio di Nishant Shukla inizia invece con un nonno morente e con la promessa di risalire la foce del Gange alla ricerca della purezza guaritrice delle sue sorgenti. Ma se l’acqua non riuscirà a cambiare il corso del cammino di una vita al crepuscolo, sarà ispiratrice di nuovi viaggi, di nuove avventure dello spirito, alla ricerca delle sorgenti della vita. Cinque viaggi attraverso i luoghi più impervi della catena dell’Himalaya con il gravoso fardello di una Mamiya 6×7 per realizzare 1600 scatti da cui estrarre un diario di incontri con paesaggi sublimi e con eremiti fuori dal mondo, «personaggi che — scrive Efisio Carbone, curatore della mostra —  sembrano quasi smarriti lungo strade solcate dal caso, colti nelle loro fragilità impegnati a comporre microcosmi che ci fanno storcere il naso perché poco attraenti, per nulla esotici, a volte kitsch».

Il percorso di Nishant Shukla è un viaggio in solitudine fra tante solitudini, un viaggio mistico alla ricerca del senso della vita, fatto di paesaggi maestosi e di piccoli erbari, di storie minime di santoni che, attraverso un esercizio di meditazione e di isolamento, cercano di avvicinarsi all’essenza dell’esistere. «Ma Nishant — osserva Carbone nel suo testo critico — ha cercato il santo ma ha trovato l’uomo e in questa tragica constatazione, vedendo cadere ogni maschera, il viaggio verso la purificazione che l’asceta compie per l’umanità, diventa uno e uno soltanto dei tanti percorsi che l’essere umano può intraprendere appena poggia i piedi sul fango e sulla roccia di questo mondo».

Il fotografo indiano, che ha realizzato servizi per le più importanti testate internazionali, ha raccolto le sue immagini nel libro ‘Seeking Moksha’ premiato con l’Alkazi Photobook Grant 2016 e in vendita nella mostra. Un diario mistico di raffinata qualità, impreziosito da piccoli appunti incollati fra le pagine, come fosse stato composto non dopo ma durante il viaggio. Un viaggio che potremo ripercorrere guardando mondi diversi con gli occhi del fotografo, per provare a frugare nelle nostre piccole e grandi solitudini alla ricerca dei personali sentieri di vita. (Enrico Pinna)

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: