Carlo Ferrara: seminario di fotografia concettuale e surreale

Dal 9 all’11 ottobre Dyaphrama propone un nuovo workshop dedicato alla fotografia come strumento di espressione, immaginazione e ricerca personale, affidato al fotografo Carlo Ferrara.

“La fotografia concettuale e surreale” è un percorso pensato per chi vuole andare oltre la semplice rappresentazione della realtà e imparare a trasformare idee, emozioni e visioni personali in immagini capaci di raccontare qualcosa di più profondo.

Dalla realtà all’immaginazione

Carlo Ferrara si avvicina alla fotografia nel 2006, approfondendone il linguaggio attraverso corsi, seminari e sperimentazioni. Nel tempo ha riscoperto anche la fotografia analogica e la camera oscura, continuando però a realizzare la maggior parte della propria produzione in digitale.

La sua ricerca si sviluppa oggi nell’ambito del surrealismo moderno, con riferimenti a figure come Rodney Smith e René Magritte.

Nelle sue immagini la realtà diventa il punto di partenza per costruire situazioni surreali e metaforiche. L’autoritratto assume così un significato che va oltre la rappresentazione dell’autore: il personaggio presente nelle fotografie diventa una rappresentazione del genere umano, mentre l’immagine diventa uno spazio di confronto tra emozioni individuali e collettive.

È proprio questo approccio che sarà al centro del workshop: osservare la realtà, deformarla, interpretarla e trasformarla in una narrazione fotografica personale.

Il programma: un percorso tra teoria e pratica

Il workshop accompagnerà i partecipanti attraverso tutte le fasi che portano dalla prima intuizione alla realizzazione dell’immagine.

La serata di venerdì 9 sarà come al solito aperta a tutti e consentirà a Carlo Ferrara di presentarsi e di offrire al pubblico uno sguardo nel suo percorso personale e stile autoriale.

La giornata di sabato 10 sarà dedicata inizialmente alla parte teorica, affrontando temi come l’osservazione della realtà e le sue possibili distorsioni, il ruolo dei ricordi e del background culturale, il rapporto tra soggetto e sfondo, l’ironia e il sarcasmo, la simbologia degli oggetti ricorrenti e rituali. Si parlerà inoltre di luoghi, contesto e luce, arrivando alla discussione condivisa di possibili idee progettuali.

Nel pomeriggio si passerà alla pratica sul campo: i partecipanti si sposteranno in esterno, in una location che sarà definita, per trasformare in fotografie gli spunti e i principi affrontati durante la mattinata.

La domenica 11 sarà invece il momento dello sviluppo e della condivisione. I lavori realizzati il giorno precedente verranno osservati e discussi insieme, confrontando approcci, difficoltà e risultati. Il programma prevede inoltre approfondimenti, consigli, indicazioni bibliografiche e suggerimenti su libri e pubblicazioni utili.

Fotografare ciò che ancora non esiste

Uno degli aspetti più interessanti del workshop è la possibilità di lavorare sulla costruzione dell’immagine prima ancora di scattare.

Il percorso invita infatti a partire da una domanda, da un ricordo, da un’emozione o da un’associazione mentale e a chiedersi come trasformarla in una fotografia.

Anche gli oggetti possono diventare elementi narrativi: ai partecipanti viene suggerito, se lo desiderano, di portare con sé un oggetto personale o semplicemente significativo — un capo di abbigliamento, un imbuto, una lampadina, una cornice o qualsiasi altro elemento capace di stimolare un’idea.

Non si tratta quindi soltanto di imparare come fotografare, ma di interrogarsi su cosa raccontare e perché raccontarlo attraverso una fotografia.

Carlo Ferrara

La ricerca di Ferrara ha ottenuto negli anni diversi riconoscimenti e occasioni espositive. Tra questi il primo premio al Premio d’Arte Contemporanea “Basilio Cascella” nel 2015, una menzione d’onore al premio internazionale LINX nel 2017 e la selezione come finalista all’Arte Laguna Prize 2019. Ha inoltre svolto attività di senior critic per 1X.com e dal 2019 è curatore di 100ASA.com.

La sua produzione è stata raccolta anche in tre libri fotografici pubblicati da Epokè: “Sei giorni” (2015), “Quattro brevi storie” (2017) e “Confine” (2019).

Sono lavori nei quali la fotografia diventa progressivamente racconto, micro-narrazione e riflessione sull’uomo contemporaneo, sui suoi confini e sulle possibilità di andare oltre ciò che appare immediatamente evidente.

Il workshop

WORKSHOP
Carlo Ferrara
La fotografia concettuale e surreale
9–11 ottobre

Un fine settimana per sperimentare un modo diverso di guardare e costruire le immagini, mettendo in relazione tecnica, immaginazione, memoria e pensiero.

Perché, qualche volta, la fotografia più interessante non è quella che documenta ciò che abbiamo davanti agli occhi, ma quella che riesce a rendere visibile ciò che abbiamo dentro.

Per informazioni e iscrizioni:
dyaphrama@gmail.com
348 450 2403

 

Potrebbero interessarti anche...